Pierluigi Manchiaro spiega che, nei casi di dolore cronico resistente, esistono opzioni terapeutiche più invasive in grado di offrire un sollievo significativo quando i trattamenti conservativi non bastano. Tra queste rientrano le procedure mininvasive ecoguidate, la radiofrequenza, i blocchi selettivi dei nervi e, nei casi più complessi, i sistemi di neuromodulazione, come neurostimolatori midollari e pompe antalgiche. Questi interventi non sono un’ultima risorsa, ma parte di un percorso strutturato che mira a ridurre il dolore, migliorare la funzione e restituire qualità di vita al paziente.