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IL CASO ENGLARO

La vicenda processuale sul tragico caso di Eluana Englaro non è ancora conclusa. Alle sentenze che si sono succedute negli anni dall’incidente nel 1992 alla morte della giova-ne in stato vegetativo, il 9 febbraio 2009 nella clinica “La Quiete” di Udine dopo un lungo ricovero presso la struttura delle suore Misericordine a Lecco, si aggiunge ora il verdetto col quale la Corte dei Conti chiede all’allora direttore generale della Sanità in Regione Lombardia Carlo Lucchina di risarcire l’erario dei soldi che la Regione dovette pagare a Beppino Englaro, papà di Eluana, a titolo di rimborso per i danni subiti e le spese sostenute, per averlo costretto a far morire la ragazza in Friuli-Venezia Giulia. A più di 15 anni da quando Eluana si è spenta, il caso Englaro fa ancora discutere. Sentiamo il parere di Alberto Gambino, docente di Diritto privato all’Università Europea di Roma, membro del Comitato nazionale per la Bioetica, presidente nazionale del Centro studi Scienza & Vita, erede dell’Associazione che tanto si batté per salvare Eluana Englaro.

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