Vivere sani

Se questa stagione ti mette tristezza, niente panico: gli esperti svelano la formula per sentirsi subito meglio

24 Novembre 2025
depressione stagionale

Con l’arrivo dell’inverno aumentano i casi di tristezza stagionale e Disturbo Affettivo Stagionale: ecco come riconoscerli, prevenirli e migliorare il benessere psicologico.

Con l’arrivo della stagione fredda e dei giorni più grigi, non è raro avvertire un calo dell’umore e una sensazione di stanchezza che può sfociare in un disagio più profondo. Secondo la psicologa Teresa Feijão, esperta in disturbi dell’umore legati al clima, queste sensazioni non sono solo una questione di percezione, ma sono strettamente collegate ai cambiamenti ambientali e alla riduzione della luce solare. In casi più gravi, però, si può manifestare il Disturbo Affettivo Stagionale (DAS), una forma di depressione clinica che richiede attenzione medica e un trattamento specifico.

Differenze tra tristezza stagionale e Disturbo Affettivo Stagionale

Teresa Feijão distingue chiaramente tra la cosiddetta “tristezza stagionale”, un fenomeno transitorio e meno intenso, e il più serio Disturbo Affettivo Stagionale, che si presenta con sintomi più marcati e duraturi. La tristezza stagionale è una fluttuazione emotiva comune che si verifica con la diminuzione della luce naturale, il calo delle temperature e i cambiamenti nelle abitudini quotidiane. “È normale sentirsi più introspettivi, meno energici e meno propensi alla socializzazione in questo periodo dell’anno”, spiega Feijão.

Il Disturbo Affettivo Stagionale, invece, si manifesta solitamente in autunno e inverno con sintomi come tristezza profonda, affaticamento intenso, alterazioni del sonno e dell’appetito, irritabilità e difficoltà di concentrazione. Questi disturbi interferiscono significativamente con la quotidianità e richiedono una diagnosi professionale e un percorso terapeutico.

tristezza autunno
Perché c’è la depressione stagionale – Vvox.it

Il DAS tende a colpire prevalentemente le donne giovani, adulte e di mezza età, ma può interessare chiunque. La predisposizione genetica e la storia personale di depressione rappresentano fattori di rischio importanti. Inoltre, chi vive in paesi con inverni lunghi e con scarsa esposizione alla luce naturale è più vulnerabile a sviluppare questo disturbo.

La tristezza stagionale, invece, è molto diffusa e può riguardare praticamente tutti, specialmente chi ha una maggiore sensibilità ambientale, una routine intensa o problemi di sonno. “Colpisce giovani e adulti in modo temporaneo e generalmente non ha un impatto debilitante”, aggiunge la psicologa.

Per chi soffre di Disturbo Affettivo Stagionale, il trattamento può includere la psicoterapia, la fototerapia – che consiste nell’esposizione a una luce artificiale specifica simile a quella solare – e, in alcuni casi, l’uso di farmaci antidepressivi. Il supporto psicologico aiuta a strutturare abitudini quotidiane, identificare e gestire i fattori scatenanti e prevenire eventuali ricadute.

Per combattere la tristezza stagionale, anche piccoli accorgimenti possono fare una grande differenza: mantenere orari regolari per il sonno, passare più tempo all’aperto durante le ore di luce, praticare regolarmente attività fisica, seguire un’alimentazione equilibrata e mantenere vivi i contatti sociali.

Romantizzare il periodo invernale, accettando che questo tempo invita al rallentamento e al riposo, può essere un valido aiuto. Creare rituali di comfort, come leggere alla luce di una candela, preparare piatti caldi e nutrienti o semplicemente godersi il calore domestico, può trasformare il disagio in un’occasione di benessere.

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